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QUEGLI SPARI CHE CI STRINGONO IL CUORE

QUEGLI SPARI CHE CI STRINGONO IL CUORE

Con ben tre settimane di anticipo si è riaperta la stagione della caccia; riuscire a dare un senso a tutto ciò risulta un'impresa impossibile.

Sicuramente la caccia in tempi passati, era un'attività indispensabile per la sopravvivenza quotidiana ed il mantenimento della comunità, ma oggi? Che senso ha tutto questo?

Non bastano forse gli incendi appicati in mezzo mondo tra cui nel polmone dell'Amazzonia per lasciar spazio ad allevamenti intensivi?
Non basta forse già la morte di milioni di creature bruciate vive a causa dell'egoismo umano?

Riuscire a trovare un senso a questa pratica, per quanto io stessa mi sforzi di farlo, risulta un'impresa titanica.

E così ci ritroviamo addirittura di fronte ad un periodo di caccia "anticipata" di ben tre settimane, che mette in allarme anche le grandi istituzioni che si occupano di preservare l'ambiente poichè è di questo che si tratta: preservare l'ambiente che, ricordiamolo, ci ospita e verso il quale non abbiamo nessun diritto di interferire.
Il nostro diritto alla vita non è di certo inferiore a quella di altre creautre! 

Ne parla anche la Lega italiana protezione uccelli Lipu-BirdLife Italia, che denuncia essere “gravissimo aver autorizzato la preapertura della caccia alla tortora selvatica, specie globalmente minacciata ma anche aver inserito nei calendari venatori numerose altre specie, tra cui il moriglione e la pavoncella, due specie globalmente minacciate per le quali Commissione europea e ministero dell’Ambiente, quasi del tutto inascoltati, hanno chiesto alle regioni di vietarne la caccia. Chiederemo all’Ue una procedura d’infrazione sulla mancata tutela”.

Condanna che si fa sentire forte anche dall' ENPA che trovadi “inaccettabile violenza contro la natura” segnalando che tra le Regioni che hanno concesso la preapertura “più generosa” con i cacciatori, ci sono Piemonte, Veneto, Molise e Puglia, l’Emilia-Romagna, la Basilicata e la Campania”.
Da parte sua la Lega Antivivisezione (Lav) sottolinea il “grave impatto con l’uccisione di un maggior numero di animali e ricorda che “dal 1°settembre al 31 dicembre 2018 l’Associazione vittime della caccia ha contato ben 65 vittime umane (16 morti e 49 feriti, tra cui anche due bambini) a causa della caccia”.

E così ci risvegliamo alla mattina avvolti da spari anzichè da cinguettii, e chi non si indigna e non innalza un grido di potesta contro questa pratica ormai inutile e sicuramente fuori moda, non può che ritenersi complice di questo scempio!